Lettura dei Tarocchi

Tarocchi online

La lettura dei Tarocchi è uno strumento meraviglioso, fatto per entrare in sintonia con il proprio mondo interiore, imparare ad ascoltarlo e trovare quelle risposte che, spesso, in momenti di confusione vengono celate dietro al velo della paura e dell’incertezza.

Può capitare però che anche lo strumento più sublime, qualora finisse nella mani sbagliate, si possa trasformare in un’arma pericolosa, maneggiata da individui senza scrupoli.

L’esperienza che vi sto per raccontare è molto significativa in quanto getta luce su cosa sia la vera cartomanzia ma, soprattutto, su cosa essa non sia e non debba essere.

Negli anni ho avuto modo di seguire, tra le mie clienti, persone che sono arrivate da esperienze negative e segnanti causate da personaggi ambigui che millantavano risoluzioni efficaci di problemi, spesso anche gravi, con l’ausilio di ritualistica e l’impiego di non specificate “energie”.

Questa è la storia di Anna, la chiamerò così.

Anna è una donna dolcissima, una madre affettuosa e una brava moglie. Dai suoi occhi azzurri traspare un senso di bontà e umiltà non comuni. Purtroppo la sua fragilità e la sua predisposizione a fidarsi del prossimo l’hanno portata sull’orlo di un baratro, un incubo dal quale, pian piano e con l’ausilio della razionalità e del sorriso, l’ho aiutata ad uscire.

Tutto cominciò, come spesso accade, da un periodo molto difficile. Suo marito, a causa di un investimento sbagliato, perse il lavoro e con esso molta liquidità. Questa labile situazione economica, oltre ad essere vissuta come un fallimento personale, si ripercosse anche sul rapporto moglie e figlio. L’uomo divenne sempre più freddo, apatico, distaccato.

Passava tutto il tempo fuori casa, iniziò a bere. Nel giro di un anno non rimase più nulla della persona che Anna aveva tanto amato. Anche il figlio Davide, probabilmente risentendo di questo clima familiare pesante, trovandosi in un’età, quella adolescenziale, molto delicata, intraprese una brutta strada. I voti a scuola divennero sempre più negativi, i litigi con Anna sempre più frequenti, le compagnie tutt’altro che rassicuranti.

Ecco che, proprio in un momento in cui Anna si sentiva sola come mai lo era stata in vita sua, sotto suggerimento di un’amica, comparve nella sua vita un uomo che, all’inizio, venne identificato da Anna come un faro di speranza. Egli affermava di essere un pranoterapeuta. La sua presenza era fortemente carismatica, tutto in lui concorreva a renderlo fortemente attraente.

Occhi neri e profondi, voce ipnotica, cultura e proprietà di linguaggio degni di un professore universitario. Tutto cominciò con delle sedute di pranoterapia dalle quali Anna credeva di trarre beneficio. Le attenzioni dell’uomo, la sua “energia”, rendevano la donna in uno stato di dipendenza da questa persona. Era come se Anna non potesse più contare sulle proprie forze, sulla sua femminilità, sulla dolcezza che aveva sempre avuto nei confronti del marito e del figlio. Secondo lei queste sue qualità non erano più apprezzate. L’unica cosa della quale aveva bisogno erano i consigli, che pian piano divennero ordini, del sedicente Guru.

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Ecco che, come nella più classica delle situazioni di questo tipo, dalla pranoterapia l’uomo passò alla ritualistica, insinuando nella mente di Anna un pensiero atroce.

Il Guru diceva che nei Tarocchi vedeva che il marito la tradiva e che il figlio sarebbe morto da lì a poco a causa dell’assunzione di sostanze stupefacenti. Il tutto, secondo l’uomo, era causato da una potente maledizione lanciata da una donna a causa dell’invidia. Bisognava agire al più presto per scongiurare il pericolo e occorreva farlo entro 21 giorni, la successiva fase lunare nella quale la maledizione avrebbe raggiunto il suo apice.

Anna terrorizzata da una previsione tanto agghiacciante, minacciata nei suoi sentimenti, confusa, sola e, soprattutto, completamente succube dell’uomo, acconsentì a procede con il rituale di scongiuro.

L’uomo, ovviamente, passò dalla gratuità alle richieste di denaro più assurde. Sosteneva infatti che, per procedere a questo rito di purificazione, doveva procurarsi del materiale da molto lontano e che impiegava molta della sua energia. Un rituale, ovviamente, non bastò. Prima mille euro, poi tremila, poi cinque mila. Nel giro di un anno, minacciata e vessata psicologicamente, Anna finì con il consegnare all’uomo buona parte dei suoi risparmi.

Fortunatamente, una sua amica che mi conosceva da anni, me la presentò. Ricordo ancora il nostro incontro. Rimasi molto colpita dal suo racconto ed ero allibita nel constatare fino a che punto cattiveria e opportunismo potessero arrivare. Con pazienza le spiegai come nella vita non esistono responsabilità magiche e come l’amore e l’affetto non si guadagnano dando soldi a un mago.

I Tarocchi consigliano, guidano, ma non determinano.
La vita a volte ci mette di fronte alle prove più dure ma non esiste energia, magia o
rituale che possa far sì che queste scompaiano. Sta tutto alla nostra forza d’animo e
alla volontà che dobbiamo avere il coraggio di ritrovare.

Con pazienza e delicatezza le mie parole contribuirono a far svegliare Anna dal quel sonno della ragione nel quale si era assopita. Nel giro di breve tempo riuscì a sottrarsi dalle grinfie del suo Guru aguzzino, minacciandolo di denuncia.

Una volta liberata da questa presenza si realizzò la vera magia della vita. Confortata dalle mie parole Anna riacquistò fiducia in sé stessa, riuscì ad avere il coraggio di parlare con il marito e con il figlio Davide come mai aveva fatto prima, prese in mano la sua vita. E in effetti, da questo atteggiamento, scaturirono tutta una serie di occasioni positive che fecero sì che il marito trovasse una nuova occupazione e anche il figlio modificasse il suo comportamento in maniera positiva.

Ogni tanto ci sentiamo ancora. Siamo rimaste amiche. Mi chiama, la ascolto, le leggo i Tarocchi cercando di consigliarla al meglio ma in lei vedo una persona nuova, risoluta, determinata e sicuramente più felice.

Questa esperienza, purtroppo simile a molte altre, deve farci capire cosa sia davvero la cartomanzia professionale e quali caratteristiche deve avere chi la pratica.

COME RICONOSCERE UNA BRAVA CARTOMANTE:

– Una brava cartomante non crea rapporti di dipendenza con il cliente. Lo aiuta semmai a ragionare con la sua testa, a capire quale potrebbe essere la via per la risoluzione dei suoi problemi. L’obiettivo della lettura dei tarocchi non è quello di determinare o fare previsioni catastrofiche su un destino che sarebbe del tutto inutile conoscere se non lo possiamo cambiare. Ci rovinerebbero solo il presente e ci farebbero vivere nella più totale apprensione!

– Una brava cartomante analizza la situazione del consultante partendo dalla base del suo passato vissuto procedendo man mano al presente e all’ipotetico futuro. Ma ci arriva da sola! Troppo facile seguire il discorso del cliente captando determinate cose per poi ripeterle con altre parole. Una buona analisi fatta con i tarocchi, un consulto di cartomanzia deve partire innanzitutto dalla sensibilità e dalla capacità di chi li legge.

– Una brava cartomante non parla di salute e non si permette mai di fare diagnosi. Ognuno ha il suo lavoro e le sue competenze. Scienza e salute lasciamole ai medici.

– Una brava cartomante è umile, paziente e propensa all’ascolto. Non si pone nei confronti del clienti con atteggiamento di superiorità o come se stesse facendo un favore. Non chiede cifre spropositate ma il giusto che possa qualificare il suo consulto come professionale.

– Una brava cartomante sa di non essere una psicologa. Riconosce di non essere la persona indicata davanti a persone con delicate problematiche mentali che avrebbero invece bisogno di supporto di altro tipo e che rischierebbero di interpretare male il consiglio dei tarocchi.

Queste sono le caratteristiche che gli operatori della Casa dei Cartomanti devono avere. Chi lavora con noi è stato selezionato dopo accurati colloqui e prove in modo da poter garantire al cliente un servizio professionale caratterizzato da serietà, competenza ed etica morale.